Agriturismo Parco della Maremma - Agriturismo Parco Regionale della Maremma - Agriturismo Parco Naturale della Maremma

DINTORNI

Agriturismo Vallarsa - DINTORNI
  • Città d´ Arte

    Agriturismo Parco della Maremma  Da Alberese sono facilmente raggiungibili alcune tra le città toscane più ricche di storia e di arte, per le quali non è necessario spendere molte parole.

    Per chi scende da Nord possono essere meta di una visita nel viaggio di andata o di ritorno. Per chi invece volesse spostarsi verso Sud non si deve dimenticare che Roma dista poco più di 150 chilometri………..

    Siena equivale a: Palio, Piazza del Campo, Palazzo Pubblico, Duomo, Duccio di Buoninsegna, Simone Martini. E’ la più perfetta delle città toscane, dove sono ben armonizzate urbanistica medievale e architettura gotica, splendida nel suo centro storico immutato dal medioevo e densa come poche altre al mondo di opere d’arte, di architettura sacra e civile, di tradizioni antiche e di sapori. Piazza del Campo, dalla forma a conchiglia, è una delle piazze più belle del medioevo ed è circondata da una cortina di edifici merlati interrotta dalla mole di Palazzo Pubblico, ricco di testimonianze eccezionali della cultura figurativa senese.

    Anche al di là dei grandi complessi monumentali, Siena è un museo a cielo aperto con tesori dietro ogni angolo, tutti da scoprire.

    Firenze, città d’arte fra le più famose al mondo, è talmente ricca di Chiese, Palazzi, Musei e Monumenti da rendere incompleta anche la più dettagliata elencazione. Il momento più splendido della civiltà fiorentina si colloca nel medioevo e nel rinascimento, periodo quest’ultimo in cui il potere e la magnificenza dei Medici favorisce un periodo di grande fioritura artistica e culturale. Giotto, Brunelleschi, Beato Angelico, Masaccio, Leon Battista Alberti, Michelangelo sono solo alcuni dei grandi artisti che, con le loro opere,  hanno reso Firenze una delle città più visitate.    Sono stati artefici della bellezza di Firenze

    Arezzo lega il suo nome a Piero della Francesca e al ciclo di affreschi  che ha lasciato nel coro della Basilica di San Francesco e dove svolge, in dodici riquadri, la Leggenda della Croce. E’ uno dei documenti più seducenti della pittura rinascimentale, tornato a nuovo splendore dopo il recente restauro. Di Piero della Francesca il Duomo custodisce una celebre Maddalena affrescata, che si affianca al maestoso Crocifisso giovanile di Cimabue in San Domenico e al monumentale polittico di Pietro Lorenzetti Madonna col Bambino e Santi della Pieve di Santa Maria, uno dei più leggiadri esempi del romanico toscano. La Piazza Grande, a piano inclinato, è chiusa da ogni lato da case-torri medievali, edifici rinascimentali e palazzi barocchi.

     

    Accanto alle città, quasi nascoste tra i colli senesi si trovano alcune tra le più suggestive abbazie.

    Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Isolata su un colle a dominio delle crete, in mezzo a uno splendido bosco di pini, cipressi e ulivi, l’Abbazia, fondata dai benedettini agli inizi del Trecento, è un luogo di mistica armonia. Si sviluppa intorno al Chiostro Grande, affrescato con le 36 Storie di San Benedetto, opera del Sodoma e più grandi testimonianze del Rinascimento. La chiesa, rifatta in forme barocche, custodisce un coro intagliato, capolavoro di Giovanni da Verona.

    Abbazia di Sant’Antimo. L’apparizione della romanica Abbazia, solitaria tra prato, bosco e ulivi sulla strada che va da Montalcino al Monte Amiata, anticamente sulla Via Francigena tra Roma e la Francia, è di quelle che non si dimenticano.

    Narra la leggenda che sia stata fondata nel 781 da Carlo Magno, quando, di ritorno da una visita al Papa, che gli aveva consegnato le reliquie dei santi Sebastiano e Antimo, alcuni soldati furono colpiti dalla peste. L’imperatore avrebbe allora fatto voto, se lui e i suoi fossero scampati dall’epidemia, di erigere sul posto un‘abbazia, dedicata a Sant’Antimo. L’Abbazia, dopo un iniziale periodo di grande splendore, già alla fine del XIII secolo cominciò a decadere fino alla sua soppressione avvenuta nel 1462. Dopo cinque secoli di abbandono, alla fine del Novecento, è stata restaurata e nel 1992 vi si è stabilito un gruppo di monaci, i quali sette volte al giorno, da Lodi a Compieta, si ritrovano nella chiesa a pregare e lo fanno sempre nei modi e nei ritmi del canto gregoriano.

     

    Abbazia di San Galgano. in Val di Merse, tra Siena, Grosseto e le Colline Metallifere, sorge l’Abbazia i cui suggestivi ruderi testimoniano la potenza dell’antica comunità monastica. L’edificio, realizzato tra il 1224 e il 1288, resta una delle testimonianze più alte del gotico cistercense in Italia. La comunità monastica era formata da uomini di grande prestigio culturale, Dopo un periodo di grande splendore, dovuto anche al grande prestigio culturale dei monaci, l’abbazia nel XV secolo fu abbandonata ed ebbe inizio il suo declino: vi si aprirono grandi crepe, poi crollò il campanile e infine le volte. Nel 1789 la chiesa fu sconsacrata. Ora restano le navate, la zona pavimentale invasa dal prato, alcune sale del monastero e una parte del chiostro.

    Sul vicino poggio di Montesiepi si trova la cappella in stile romanico, realizzata tra il 1181 e il 1185, sulla collina dove San Galgano si era ritirato in eremitaggio. Secondo la leggenda Galgano, nobile cavaliere di Chiusdino, abbandonò la vita dissipata che conduceva e si ritirò in solitudine sulla collina di Montesiepi. Qui, in segno di rinuncia alla guerra, piantò in una roccia dentro la capanna in cui viveva, la sua spada, la preziosa spada nella roccia, che si trova nella parte centrale del piccolo tempio. A questo primo edificio, attorno al XIV secolo, è stata addossata una cappella rettangolare in cui si può ammirare un ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti.

     



    << torna indietro

Copyright 2009 - Tutti i diritti riservati - Agriturismo by InYourLife - Consigliato da Agriturismo Italia

Agriturismo Parco della Maremma      Agriturismo Parco della Maremma